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Dott. Tomaso Trevisson

Dott. Tomaso Trevisson

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Pubblicità sui cellulari in Italia: trend 2009, previsioni 2010, case-history del mobile advertising.

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Pubblicità sui cellulari in Italia: trend 2009, previsioni 2010, case-history del mobile advertising.
Il 2010 sarà l'anno degli investimenti pubblicitari sui dispositivi mobili? La ricerca svolta dal Politecnico di Milano ci mostra tutti i risultati del caso.
Marketing ti presento il Mobile? E' questo il nome del convegno durante il quale è stato presentato lo studio effettuato dall'Osservatorio Mobile Marketing & Service del Politecnico di Milano sulla comunicazione tramite cellulare.

Secondo quanto riporta il comunicato stampa della School of Management, gli investimenti delle aziende italiane in mobile advertising sono cresciuti del 20% nello scorso anno, rosicando la medesima percentuale ai tradizionali mezzi pubblicitari.

La crisi economico-finanziaria ha avuto tra i suoi effetti la riduzione degli investimenti in advertising delle imprese italiane: il Mobile, tuttavia, ha beneficiato di questa situazione, rientrando tra i mezzi innovativi che permettono di avere una relazione diretta col consumatore avendo tratto vantaggio da una crescente diffusione di device evoluti come gli smartphone e dall'introduzione di tariffe flat per la navigazione da cellulare.

“Il Mercato del Mobile Advertising è nato da pochissimi anni – ha precisato Andrea Boaretto, corresponsabile della ricerca – e a oggi vale 32 milioni di euro. Pur essendo ancora di dimensioni ridotte presenta dinamiche interessanti anche perché il fenomeno è legato alla sempre maggior e diffusione di terminali di ultima generazione, come gli smartphone, l'iPhone e, da ieri, l'Ipad”.

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Pubblicità su Google Maps in 3d: su Street View arriveranno i cartelloni virtuali.

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Annunci di case in vendita o di offerte nei negozi aggiornati in tempo reale, come ogni pagina web: è la novità proposta da Google. Navigando su Street View, il sistema panoramico di Google Maps, oltre a viaggiare virtualmente per continenti, città e paesi, l'utente potrà vedere anche annunci di case in vendita o di offerte nei negozi, che potrebbero essere sia contestuali alla ricerca dell'utente che geolocalizzati, economicamente più redditizi.

Google ha parlato del nuovo sistema descrivendo l'architettura del sistema e l'idea alla base del suo funzionamento e, anche se il brevetto è relativo ai soli annunci immobiliari, non è difficile immaginate l'allargamento ad altri tipi di pubblicità o di servizi, come, ad esempio, la possibilità per il software di riconoscere le locandine fuori ai teatri e dare la possibilità di aggiornarle con lo spettacolo attualmente in corso.

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Internet libera e di qualità: solo un'utopia per diversi esperti. Con conseguenze a livello business e di investimenti.

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Come sarà nel futuro prossimo Internet? Cosa cambierà significativamente nella grande Rete? Jaron Lanier prova a spiegarlo nel suo libro "You are not a gadget".Due interessanti spunti di discussione vengono trattati in un'articolo sul IlSole24Ore.

Punto primo:
L’assenza di una vera guida: Probabilmente ognuno di noi passa gran parte del proprio tempo su 10, 15 siti al massimo con 2 o 3 di questi a coprire almeno il 50% del nostro web time (google, facebook, twitter etc..) è però la struttura pesantemente reticolare di internet (stupendamente descritta in questo libro) a portare le persone da un sito all’altro senza soluzione di continuità.

Punto secondo:

Il declino della qualità. la paura di non garantire la democrazia sta portando, secondo alcuni teorici, all’estremo opposto in cui l’idea di dar voce a tutti genera vera e propria spazzatura che il web deve prendersi carico di eliminare in qualche modo per non rendere poi problematica la fruizione del contenuto di qualità da parte dell’utente.

Ieri sera a cena un ragazzo che ha un’impresa mi diceva “qui siamo molto ignoranti, non abbiamo il sito anche se ne comprendiamo l’importanza”, ho risposto che la cosa che temo di più è proprio l’aumento del gap tra chi resta fermo e chi invece deve tenere conto di scienze nuove come la reputazione, l’usabilità, il branding (più che nuove direi ora gestibili) e crea specifici spazi di azione che aumentano la complessità di quello che è ormai, forzatamente, un mondo a sé stante: il web marketing.

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Scegliere un prodotto: le informazioni prima dell'acquisto si cercano su Internet per 20 mln di italiani. Come si comportano le aziende

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L'Osservatorio Multicanalità, nel 2009 si è focalizzato su tre tematiche principali:

1) il rapporto tra la multicanalità e il consumatore italiano lungo il processo di relazione con le imprese;
2) l’evoluzione dello scenario di consumo dei media da parte della popolazione italiana;
3) l’approccio strategico delle imprese italiane alla multicanalità.

Il claim di questa edizione “Multicanalità: Orgoglio o Pregiudizio?” racchiude in sé il doppio atteggiamento nei confronti della multicanalità che vede contrapposti il consumatore e le aziende. Da un lato l’orgoglio dei Reloaded, consumatori multicanale e sociali, fortemente coinvolti e interattivi nei processi di relazione con le imprese, nei blog e forum, che raggiungono quota 8,6 milioni, e degli Open Minded, consumatori multicanale che usano tutte le fonti media per raccogliere informazioni ma non diventano parte attiva, che sfiorano gli 11,8 milioni. Dall’altro il pregiudizio, l’approccio della media delle aziende italiane che cercano di stare al passo con i nuovi trend ma non hanno ancora messo a punto strategie mirate su questi target.Lo scenario 2009 è stato caratterizzato dalla manifestazione degli effetti sul consumatore e sulle imprese italiane di una delle più grandi crisi economico-finanziarie degli ultimi 200 anni: l’impatto della crisi sulla multicanalità ha avuto l’effetto di “bloccare” alcune dinamiche evolutive e di rallentarne altre, ma è stato in parte sicuramente compensato dalla spinta dell’evoluzione e diffusione della tecnologia, che continua a spingere l’evoluzione naturale della popolazione verso i cluster multicanale.

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