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LinkedIn è il nuovo Ufficio di Collocamento.

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E' il social network per eccellenza pensato per mettere in mostra il proprio curriculum vitae e valorizzare le proprie competenze professionali

Stiamo parlando di LinkedIn, il social media lanciato nel 2003 da un gruppo di compagni di classe ai tempi del liceo negli Stati Uniti, attualmente tradotto in oltre quaranta lingue ed acquistato da Microsoft per 26 miliardi di dollari.

Una piattaforma collaudata che facilita e promuove lo sviluppo di relazioni tra professionisti che desiderano mantenere rapporti in ambito lavorativo per allargare il proprio orizzonte professionale e giro d'affari o, più semplicemente, disporre di una vera e propria vetrina per diffondere la conoscenza del proprio curriculum vitae online

LinkedIn rappresenta l'Ufficio di Collocamento più grande al mondo. Questa piattaforma social offre ai propri utenti la possibilità di crearsi una rete di contatti professionali mirata e l'opportunità di poter seguire specifici settori d'interesse e, infine, condividere notizie rilevanti inerenti il proprio lavoro e/o business di riferimento.

Oggi questo social network rappresenta un mezzo di comunicazione in grado di fornire valore aggiunto per chi è alla ricerca di un'occupazione ma anche e soprattutto per chi possiede già un lavoro ed è al momento interessato a valutare nuove opportunità di miglioramento professionale.

LinkedIn è anche lo strumento più usato per selezionare e reclutare i candidati passivi, ovvero le persone che non investono molto tempo nella ricerca attiva di un lavoro, ma potrebbero essere interessati a valutare delle proposte di crescita o di cambiamento professionale.

Proprio l'edizione dell'Hays Salaty Guide 2017 ha messo in evidenza che il 56% delle aziende lo scorso anno ha monitorato i profili social dei candidati, prima di procedere ad un loro colloquio o assunzione.

Di queste, il 99% ha controllato almeno una volta LinkedIn e il 60% Facebook, il 19% Instagram e un altro 19% ha verificato se un candidato era in possesso di un proprio blog o sito web personale.

Le ragioni che hanno spinto i recluiter ad effettuare tali ricerche sono state principalmente l'esigenza di potersi fare un'idea più chiara e completa sulle competenze professionali di un candidato, la possibilità di accertarsi sulle eventuali attitudini professionali di una specifica persona, anche attraverso la sua partecipazione a community online, la verifica di incongruenze o inesattezze tra il profilo professionale dichiarato e quello effettivo, ma anche la verifica della correttezza dei contatti professionali dei vari candidati.

Viste le enormi potenzialità che si nascondono dietro all'utilizzo di questo social network, oggi il nostro Social Media Manager Federico Di Giorgi vi fornirà alcuni preziosi suggerimenti che sicuramente vi aiuteranno nella creazione del vostro profilo LinkedIn efficace:

La scelta della foto giusta.

La migliore tipologia di foto che per il vostro profilo Linkedin è sicuramente il primo piano. Il suo obiettivo è quello di farvi apparire professionali e affidabili, per questo, un'altro aspetto da non sottovalutare è anche la scelta dell'abbigliamento; prima di realizzare il vostro scatto, ricordatevi di vestirvi in maniera adeguata, consona e coerente al vostro settore professionale.

Utilizzate una Headline che attiri l'attenzione dei vostri recluiter.

Uno degli errori più frequenti che mi capita di vedere visitando alcuni profili LinkedIn è la mancanza di cura ed attenzione nella corretta scelta delle parole chiave da inserire, sia nella presentazione della propria professionalità che spesso risulta incomprensibile, banale o noiosa nella lettura. Per evitare tutto questo, risulta dunque fondamentale scegliere una lista di parole chiave interessanti che possano descrivere al meglio il vostro mestiere e, sulla base di queste, selezionare solo quelle che possano essere trovate con più facilità da un potenziale recluiter o professionista interessato a contattarvi.

Descrivete le vostre esperienze professionali in modo semplice, chiaro e completo.

Generalmente nelle prime fasi di una ricerca o selezione di nuovi profili i recluiter non dispongono di molto tempo per analizzare e leggere in profondità i profili social network  dei candidati; ovviamente se non trovano subito quello che cercano, passano all'analisi di un altra persona in lista. Un consiglio che posso fornirvi è quello di cercare di spiegare qual'è stato il valore aggiunto del vostro ruolo e quali benefici avete apportato in azienda.

Mantenete costantemente aggiornato il vostro profilo.

Negli ultimi anni LinkedIn ha aggiunto nuove sezioni che, se utilizzate correttamente, permettono davvero di ottenere un profilo con massima efficacia. Se ad esempio avete svolto numerose esperienze di volontariato in Italia o all'estero, questo è un'aspetto importante che va adeguatamente inserito all'interno delle varie informazioni presenti sul vostro profilo personale. Ricordatevi che l'aggiornamento costante dei vostri profili social media rappresenta un'ottimo strumento per fare personal branding di voi stessi online. 

Utilizzate LinkedIn in modo attivo.

Fate conoscere anche su questo social le vostre idee, date libero sfogo alle vostre opinioni personali, frequentate i gruppi inerenti il vostro settore o business, dimostrate di avere passione e amore per quello che fate ogni giorno. Ogni qual volta che aggiornate il vostro stato, il post sarà visualizzato nelle home page di tutti i vostri collegamenti, ricordando loro che anche voi esistete e che siete utenti attivi, interessati, curiosi e soprattutto sempre aggiornati sulle evoluzioni e cambiamenti del vostro settore professionale. 

 

  

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Super Bowl 2018, gli incredibili costi degli spot pubblicitari.

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Da diversi anni il Super Bowl, la finale del campionato della National Football League (Nfl), oltre ad essere l'evento sportivo più atteso e importante degli Stati Uniti d'America, è anche uno degli show televisivi più seguiti durante l'anno.

Nonostante anche negli Usa continui a persistere il calo fisiologico dell'audience televisiva, ogni anno il Super Bowl viene guardato in media da oltre 100 milioni di telespettatori, facendo registrare uno share di oltre il 70%, un'audience ricchissima soprattutto per le aziende che trasmettono i loro spot durante i vari intervalli pubblicitari.

Come tutti sappiamo, il Super Bowl non è soltanto un semplice evento sportivo, ma rappresenta anche una sorta di "Oscar della Pubblicità". I super spot televisivi sono da sempre destinati a dettare le nuove tendenze del settore pubblicitario, e di conseguenza delle agenzie di comunicazione che li producono. 

Per questa cinquantaduesima edizione che ha visto lo scontro diretto tra Philadelphia Eagles e New England Patriots, il costo medio di uno spot pubblicitario della durata di trenta secondi si è aggirato tra i 5 milioni e i 5,2 milioni di dollari, a seconda del posizionamento nel palinsesto televisivo. Questa cifra non tiene conto ne dei costi di produzione, ne dei diritti di commissione alle agenzie pubblicitarie che li hanno realizzati.

Il sito web Digiday, interagendo con numerose web agency ed esperti di web marketing, ha realizzato uno studio di cosa potrebbero acquistare le aziende americane avendo a disposizione il budget pubblicitario di 5,2 milioni di dollari. Di seguito riportiamo le proposte di investimento pubblicitario che sono emerse dal confronto con gli "addetti ai lavori".

Pianificare video pubblicità su dispositivi mobile per 32 anni.

Il costo medio per mille impression per i video verticali interattivi su dispositivi mobile è di 1,4 dollari. Disponendo di un budget di spesa di 5,2 milioni si possono ottenere 357 milioni di impression. Per la stessa cifra di denaro, si potrebbe arrivare a coprire un lasso di tempo di 32 anni per la diffusione di questi video annunci pubblicitari

Creare ben 30 giochi sui social network.

Realizzare un gioco per le piattaforme social media ha un costo tra i 150 mila e i 300 mila dollari. Con 5,2 milioni si possono creare all'incirca tra i 17 e i 34 social game, dove è possibile far comparire un brand o un prodotto da promuovere e pubblicizzare.

Raggiungere due milioni di persone in più su Facebook.

Potendo disporre del budget di spesa pubblicitario per il Super Bowl, un'azienda è in grado di poter raggiungere 113 milioni di persone su Facebook, generando 450 milioni di impression in una campagna Facebook ADS della durata di una settimana.

Questo significa che ogni utente raggiunto dal social network vedrebbe comparire nella sua bacheca l'annuncio per ben quattro volte. Questa campagna pubblicitaria a pagamento avrebbe raggiunto 2 milioni di persone in più rispetto ai 111,3 milioni di persone che hanno dichiarato di aver guardato questo evento sportivo lo scorso anno.

Generare 2,6 miliardi di impression su Instagram.

Il costo per mille impression degli annunci video di Instagram si aggira dai 2 ai 3 dollari, in base agli acquirenti degli annunci. Con un budget come quello investito per uno spot del Super Bowl, è stato stimato che un brand può ottenere circa 2,6 milioni di impression. A 2 centesimi per visualizzazione, si può arrivare ad ottenere 260 milioni di visualizzazioni video. 

Ottenere 2,6 milioni di clic in ricerche a pagamento sul sito e-commerce di Amazon.

Con gli annunci delle ricerche su Internet le aziende sono certe che le persone sono coinvolte maggiormente nella ricerca di un brand o di un suo prodotto. La percentuale del costo per clic per gli annunci della rete di ricerca su Amazon, il sito e-commerce più visualizzato nel mondo, è di 2 dollari circa, secondo gli acquirenti di annunci, quindi disponendo di 5,2 milioni di dollari, si potrebbero tranquillamente ottenere 2,6 milioni di clic. 

Pagare 8 messaggi di Selena Gomez

Un influencer che possiede 100 mila follower sui social network ha un costo di circa tremila dollari per un post su Instagram. E' stato stimato che un budget di 5,2 milioni permette di ottenere circa 1.733 post con un influencer di questo livello, il che significa che è possibile poter raggiungere un potenziale di 173, 3 milioni di persone, circa 62 milioni in più rispetto al Super Bowl, tenendo conto ovviamente dell'audience dello scorso anno.

Gli influencer come Selena Gomez, che ha oltre 133 milioni di follower su Instagram, possono arrivare a chiedere fino a 660 mila dollari per pubblicare un brand sulla propria pagina. In conclusione, disponendo di 5,2 milioni, un'azienda potrebbe riuscire ad acquistare ben otto post di Selena Gomez.

Generare 1,85 miliardi di visualizzazioni di annunci display su Google.

Il costo medio per mille impression di annunci display su Google è di 2,80 dollari. Questo budget milionario consente ad un'azienda americana di ottenere circa 1,8 miliardi di visualizzazioni di annunci display, ovvero quelli grafici in  vari formati presenti sui siti, pagati anche questi a seconda delle loro visualizzazioni. 

 

 

 

 

 

 

 

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I nuovi trend del Social Media Marketing che ci aspettano nel 2018.

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Il 2017 è stato un anno impegnativo per i Social Media Manager che lo ricorderanno sicuramente per l'esplosione dei video su Facebook, dei Chatbot su Messenger, dei messaggi vocali su Whatsapp e, infine, per le Stories su Instagram.

Anche il 2018 si preannuncia ricco di grandi novità per il social media marketing e, quindi, è arrivato davvero il momento di scoprire quali saranno i trend da tenere in considerazione per continuare a pianificare strategie di marketing e di comunicazione vincenti sulle principali piattaforme social media.

1. La realtà aumentata e l'intelligenza artificiale.

Oggi i sistemi di realtà aumentata (AR) offrono al consumatore un'esperienza sempre più interattiva, stimolante e coinvolgente. Si tratta di una strategia di marketing in costante evoluzione; social network, ma anche prestigiosi brand, stanno implementando sistemi di intelligenza artificiale e di AR che presto consentiranno ai propri utenti di vivere più intensamente la relazione con i propri prodotti offerti, riuscendo a percepirli come parte integrante della loro realtà quotidiana in cui vivono.

Quest'anno la realtà aumentata avrà inoltre un forte impatto sulla navigazione da dispositivi mobili; nei prossimi mesi Snapchat e Instagram aggiungeranno sulle proprie piattaforme social dei nuovi filtri che permetteranno a tutti di proiettare i propri scatti attraverso la realtà aumentata.

2. Il potere dei sistemi di Chatbot.

I sistemi di Chatbot nascono inizialmente come software in grado di rispondere alle richieste dei visitatori di un sito web, oppure di svolgere semplici operazioni di routine senza l'intervento di un operatore.

Nel corso degli anni, questi sistemi si sono sempre più evoluti fino ad arrivare a gestire in modo autonomo conversazioni online con gli utenti, offrendo al consumatore una particolare esperienza di relazione e dialogo con l'impresa stessa. 

Gartner, azienda leader mondiale nella consulenza strategica, ricerca e analisi nel campo dell'Information Tecnology (IT), prevede che nel 2018 almeno il 30% delle conversazioni sarà gestito da macchine e, pertanto, si può tranquillamente affermare che i Chatbot rappresentino delle preziose opportunità da sfruttare per creare relazioni one - to one tra un'impresa e i propri utenti online. 

3. Il boom dei contenuti effimeri.

Sui social network spopola da parte degli utenti la pubblicazione di contenuti che si autodistruggono nel giro di 24 ore. Si chiamano "storie" o contenuti effimeri e quelle più utilizzate e diffuse sono le Stories di Instagram che oggi sono sempre più arricchite di nuove funzionalità utili anche alle aziende, che stanno cominciando ad utilizzarle come potenti strumenti di marketing e di comunicazione digitale

Proprio la volatilità del contenuto invoglia gli utenti ad instaurare un'interazione con l'azienda stessa, che si svolge in tempo reale. Questo trend, proprio per la sua "vita breve", provoca un'aumento della paura di perdere una novità, un contenuto esclusivo oppure una particolare offerta, permettendo così al brand di restare presente più a lungo nella mente dei consumatori. 

4. L'Influencer Marketing e la diffusione dei podcasting.

L'Influencer Marketing è una strategia diffusa da diversi anni in Italia e consiste nel fatto che i brand scelgano di affidare la loro promozione offline e online in mano ad un volto noto, apprezzato e seguito in rete, che possieda un gran numero di seguaci che lo seguono in rete come, ad esempio, Chiara Ferragni.

Se in passato queste attività non sono state adeguatamente regolamentate, nel 2018 le principali piattaforme social media stanno definendo delle specifiche  norme in grado di tutelare i consumatori e le imprese, da eventuali forme di pubblicità ingannevole o pratiche commerciali scorrette, anche alla luce dei recenti interventi dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. 

Per i professionisti e i consulenti, vogliamo ricordare anche la veloce e costante crescita e diffusione del fenomeno del podcasting, che ormai rappresenta un trend da sfruttare a tutti gli effetti. 

5. Sempre più contenuti video e dirette live streaming. 

Anche quest'anno i video sarà il contenuto più apprezzato e visualizzato online, sia nelle forme del videoclip, sia nelle modalità dello streaming di un evento in diretta

Attualmente sono tantissimi gli utenti che preferiscono guardare una diretta streaming di un'azienda o di un marchio noto, rispetto a leggere un semplice post con testo e foto.

Se un'azienda o un'agenzia di comunicazione vuole restare al passo con i tempi, dovrà realizzare un efficace piano editoriale social basato sulla creazione di un video storytelling da veicolare sia sul sito web aziendale, sia sulle più diffuse piattaforme social network (Facebook, Instagram, Twitter, Youtube, LinkedIn, Pinterest, etc.). 

6. La perdita della Reach organica dei post e il predominio della pubblicità a pagamento.

Per tutti coloro che hanno utilizzato i social network come strumenti per fare pubblicità gratuita alla propria azienda, presto dovranno ricredersi.

Anche nel 2018 la Reach Organica dei post aziendali sarà in caduta libera e, quindi, per attrarre nuovi clienti e aumentare le vendite di prodotti o servizi, gli imprenditori, i manager e i liberi professionisti saranno costretti ad investire una parte del proprio budget pubblicitario in campagne a pagamento su piattaforme come Facebook ADS.

 

 

 

 

 

 

 

 

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