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Internet è un affare di famiglia

Dott. Tomaso Trevisson Scritto da 

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European Interactive Advertising Association (EIAA) rivela un nuovo interessante spaccato nel consumo di Internet: le famiglie con bambini sono decisamente più impegnate online rispetto agli adulti senza figli. In pratica, quindi, necessità e desideri di chi vive con la prole stanno modificando il comportamento via web.
 
Questo è il risultato più eclatante del primo Rapporto mai stilato sulle Famiglie Digitali, l’ultimo cronologicamente tratto dall’ultima edizione del macro studio Mediascope Europe di EIAA, la ricerca che da diversi anni indaga sulle tipologie di consumo dei media da parte degli utenti europei.
 
L’indagine dimostra che almeno tre quarti di quanti abitano con i proprio bambini (73%) siano connessi a Internet ogni settimana, mentre è solo il 52% degli adulti senza prole a vantare un’uguale performance.
I primi sono anche coinvolti in una gamma decisamente più ampia di attività online. Questo, ovviamente, aumenta le opportunità di branding con il proprio target ideale; ecco perché – in termini di pubblicità interattiva – è importante che gli addetti ai lavori del settore sviluppino efficaci strategie web ad hoc, per avvicinare le odierne famiglie digitali e incontrare le loro specifiche esigenze quotidiane.

 

Intrattenimento capace di influenzare
Quasi un terzo (30%) dei genitori digitali guarda film, tv o videoclip online, dimostrando così quanto l’intrattenimento si stia integrando nelle esperienze web delle famiglie. Si tratta infatti di un’attività a crescita esponenziale in termini di popolarità (+150% dal 2006). Ulteriore conferma deriva dal fatto che il 22% di questi utenti intende passare alla banda larga entro i prossimi 6 mesi.
Diverse altre percentuali danno merito a questo identikit: il 32% ascolta la radio online, il 66% sfrutta il web regolarmente come fonte principale di aggiornamento e lettura delle news. Sempre più, quindi, si sceglie di consumare i media tradizionali attraverso la Rete.
Allo stesso tempo, mamme e papà digitali utilizzano il web per esprimersi e interagire. Attività come creazione & scambio di contenuti, classifiche & recensioni stanno conoscendo una crescita decisiva (rispettivamente +27% e 40%).


Differenze d’età
La ricerca condotta da EIAA dimostra come sia i portali visitati sia le attività svolte online dai genitori mutino al variare dell’età dei figli.
 
Da 0 a 4 anni: vincono i siti di benessere&salute e di film (+24% dal 2006)
Da 5 a 9 anni: siti di gioco (+32%)
Da 10 a 15 anni: portali dedicati alla comparazione dei prezzi (+31%)
Dai 16 ai 18 anni: siti televisivi (+77%)
 
All’aumentare dell’età dei figli aumenta anche la consapevolezza tecnologica dei genitori. Il 47% di quanti vivono con ragazzi tra i 16 e i 18 anni fa uso di instant messaging – per esempio – contro il 37% di quanti abbiano piccoli dagli 0 ai 4 anni.
Una tendenza simile tocca il download di film, tv o video clip (30% vs. 22%) e di musica (36% vs. 32%).
 
Gadget e giochi
Lo studio dimostra soprattutto che le famiglie con bambini sono più avanzate e consapevoli tecnologicamente a causa dell’alta esperienza – o esposizione – a gadget e gizmo.

E’ anche molto più probabile che le famiglie con figli  - rispetto a quanti senza prole – facciano uso di cellulari, palmari o blackberry (91% vs. 83%) oltre a sfruttare il proprio telefonino per un numero superiore di attività – a conferma dell’influenza dei più giovani sugli adulti per quanto concerne conoscenze tecnologiche e attitudine all’adozione.
 
Più della metà (53%) ha scattato foto o girato brevi video (vs. 37% di quelli senza figli), 12% ha navigato in Internet (vs. 9%), 8% ha guardato film o clip (vs. 5%).
 
Il tempo in famiglia scorre in linea
I genitori digitali aumentano il tempo trascorso online, con una media di 11,6 ore a settimana (+36% dal 2004). Più di un quarto è considerabile un forte consumatore della Rete (27%). Questa stessa categoria ha più probabilità anche di sfruttare il Web durante il fine settimana, rispetto a quanti senza figli (58% vs. 40%).
 
Da questo spaccato risulta evidente una prima conseguenza: diminuisce il consumo degli altri media disponibili.
 
44% degli appartenenti al gruppo preso in esame dichiara di guardare meno televisione
31% legge meno riviste
30% legge meno quotidiani
24% ascolta meno la radio
 
Questa attitudine deriva da un fatto concreto. Gli adulti con bambini hanno scoperto di poter trovare su Internet quanto cercano, con un decisivo dispendio di tempo (76% vs. 68% di quanti vivono senza figli). Non solo, quasi la metà degli intervistati (47%) sente di detenere il controllo delle situazioni risolte o gestite online (vs 42%).
 
Carlo Poss, amministratore delegato AdLINK Media Italia - socio EIAA - così commenta i risultati: “Gli addetti ai lavori hanno tradizionalmente indicano nei giovani lo spaccato demografico più coinvolto dalla Rete, quindi è ancora più interessante verificare la loro concreta influenza sul resto della famiglia. Internet gioca un ruolo protagonista nella quotidianità di tutti i membri coinvolti, coinvolti in navigazioni collettive o solitarie. Il mercato deve rendersi permeabile a questa eterogenea nel creare le campagne online”.
 
Lo studio ha comportato 7.008 interviste telefoniche casuali con oltre 1.000 intervistati rispettivamente in Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Italia e area baltica, e 500 intervistati rispettivamente in Belgio e Olanda. Le interviste sono state condotte nel mese di settembre 2007.

Fonte: I-dome

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