Ti trovi qui:OK!Blog»Article marketing e “marketing article”

Le PMI diventano Social?

Dott. Tomaso Trevisson Scritto da 

(3 Voti)

I social network possono essere un utile strumento per sviluppare il proprio brand, creare relazioni dirette con l'utente e ampliare la base clienti. Lo sanno bene le piccole e medie imprese che viaggiano sempre di più sui social e che continuano ad aprire pagine e profili sulle varie piattaforme disponibili per lanciare e ampliare il loro business.

Secondo uno studio condotto da eCircle e Mediacom e basato sulle risposte di decision maker di 6 Paesi europei di riferimento per la comunicazione digitale (Italia, Spagna, Francia, Germania, Regno Unito e Paesi Bassi),  al momento, nelle aziende, per quanto riguarda il marketing, l’utilizzo dei Social Network si posiziona al terzo posto dopo l’email marketing e la pubblicità tabellare. I Paesi leader nell’utilizzo dei social network per l’attività di marketing e comunicazione sono Spagna e Regno Unito mentre in Italia il 37% dei marketer dichiara di averli  già integrati nel marketing mix online.

In particolare, le aziende italiane, secondo questo studio, “stanno iniziando ad allinearsi ai trend internazionali preparandosi ad integrare i social soprattutto per quanto riguarda la comunicazione e il marketing”. In questo senso, stanno crescendo la creazione di fan page in Facebook e di profili aziendali all’interno di altri social network.

Quali sono gli obiettivi che intendono raggiungere?
Dallo studio citato in precedenza, emerge che gli obiettivi che spingono le aziende a utilizzare il Social Media Marketing sono numerosi e diversi tra loro. Tra questi, di sicuro le PMI hanno bisogno di essere presenti ed attive sui media sociali non solo per ottenere maggiore visibilità ma anche, e soprattutto, per chiudere maggiori vendite. Il business è dunque l’obiettivo più stimolante, comprovato dal fatto che più del 50% dei marketer, nel corso dell’indagine, ha indicato tra quelli principali: promozione di nuovi prodotti, aumento della brand awareness, aumento della fidelizzazione e, a seguire, lead generation (49%), confermando il forte potenziale di questi nuovi strumenti di comunicazione.

Se, da un lato, c’è grande entusiasmo nell’utilizzo di questi nuovi strumenti, dall’altro rimangono comunque dubbi e incertezze: molti dei marketer infatti affermano di non aver ancora integrato i social media nel marketing mix a causa della mancanza di targetizzazione dei messaggi (54%), dell’impossibilità di misurare l’impatto delle comunicazioni (53%) e della scarsa conoscenza del mezzo e delle sue potenzialità (49%)”.
La nota dolente è dunque il grado di consapevolezza e maturità per portare avanti iniziative di social networking, causate come abbiamo appena affermato, da scarsa conoscenza di questioni legate alla metrica, al controllo e alla policy.

Prendendo spunto dall’analisi di VerticalResponse effettuata nella seconda metà dello scorso anno e rivolta a 462 piccole e medie imprese americane, di cui il 93% con meno di 100 dipendenti, tra i social network più utilizzati, Facebook risulta ancora sul gradino più alto del podio, utilizzato dal 90% delle PMI intervistate, seguito da Twitter con il 69%. In relazione invece al tempo speso per ognuno di essi, Facebook ha un 15% che lo utilizza per più volte al giorno, mentre Twitter arriva al 21%. Proseguendo nell’analisi si scopre che LinkedIn ha solo il 50% di utilizzatori, seguito da Google Plus con il 32% e da Pinterest con il 29% ancora poco utilizzati. Anche il corporate blog risulta abbastanza diffuso, dato che il 55% delle aziende intervistate ha un blog, di queste il 43% pubblica almeno un post a settimana.

La ricerca VerticalResponse è stata improntata in particolare sul rapporto delle PMI con i social network. E’ stato chiesto agli amministratori e ai proprietari delle aziende quale fosse il tempo impiegato su questo canale, il budget preventivato, gli strumenti utilizzati per il monitoraggio. Le conclusioni dell’indagine, basate sulle risposte arrivate da un 43% di intervistati, confermano che le piccole e medie imprese:

    - dedicano più tempo ai social media, ma spesso devono barcamenarsi per gestire il carico di lavoro aggiunto;
    - si focalizzano su Facebook e Twitter, mentre Google Plus e Pinterest sono ancora poco diffusi;
    - capiscono il valore dell’utilizzo dei social, ma non riescono a trovare abbastanza tempo per utilizzarli;
    - non hanno denaro da investire per tools per l’analisi dei social media.

In particolare emerge che il 66% delle PMI ha deciso di investire sui social media più tempo, rispetto all’anno precedente. Circa il 43% dedica fino a 6 ore a settimana, il 25% tra 6 e 10 ore a settimana, l’11% tra 11 e 20 ore e il 7% più di 21 ore. Per ciò che riguarda amministratori e proprietari, il 63% passa sui social da 1 a 5 ore a settimana, il 23% da 6 a 10, l’8,5% da 11 a 20 e solo il 5,5% oltre le 21 ore. Un terzo di essi dichiara però che vorrebbe dedicare meno tempo a questa attività.

Inoltre, in relazione al budget investito, più del 22% delle PMI analizzate ha dichiarato di averlo incrementato rispetto all’anno precedente, mentre solo il 6% ha deciso di diminuirlo. Circa il 29% ha registrato un aumento del budget nella strategia di marketing globale rispetto all’anno precedente, mentre il 17% lo ha diminuito. Da questi dati appare chiaro che se una piccola azienda decide di investire, lo fa nei social media, anche se gli strumenti di analisi a loro disposizione appaiono ancora poco diffusi, utilizzati solo dal 36% degli intervistati, con il 57,5% di questi che spende più di 26 dollari al mese.

Seppure è ormai assodato che un numero sempre più elevato di aziende stanno mostrando un’attenzione maggiore verso i contenuti in rete, è altrettanto vero che la maggior parte di esse è ancora ferma ad uno stadio iniziale di sviluppo. Il tempo dedicato alle attività social viene ancora impiegato per trovare contenuti da condividere, tralasciando altri aspetti come la formazione, l’analisi delle risorse e dei competitor e la risposta a domande degli utenti.
 
Per accedere ai social con profitto però, oltre al tempo e al budget da impiegare all’attività, serve conoscerne i meccanismi fondamentali. Se per “utilizzo dei Social Network” si intende creare un account, inserire qualche informazione, qualche video, qualche immagine, e interagire ogni tanto con i propri interlocutori, così come fanno ancora la maggior parte delle aziende, allora si può tranquillamente affermare che la cosa è tanto facile quanto perfettamente inutile.

Etichettato sotto :