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L’auto è sempre più connessa e tecnologica: «Presto sarà il Mobile Device più innovativo»

Dott. Tomaso Trevisson Scritto da 

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La “smart car”, cioè l’auto connessa a internet e dotata delle più innovative funzioni, dalla guida automatica al controllo del sistema di bordo tramite smartphone, è certamente uno degli sviluppi più “caldi” in corso nei laboratori di ricerca e sviluppo tecnologici. Un recente report di Accenture indica nelle tecnologie “in-vehicle” l’elemento più importante di scelta per il 39% delle persone che stanno valutando l’acquisto di una nuova auto, contro il 14% che indica come prima priorità parametri più tradizionali come potenza e velocità.

Il tablet Android di Audizoom

Il tablet Android di Audi «I consumatori sono sempre più interessati a soluzioni che permettano loro di rimanere connessi dovunque siano: per questo l’automobile diventerà presto il mobile device più “trendy” in assoluto», commenta Thilo Koslowski, automotive analyst di Gartner, intervistato dal Washington Post. Si spiega così l’imponente presenza di costruttori automotive al recente Consumer Electronics Show (CES) 2014, tenutosi a Las Vegas all’inizio di gennaio, che ha fatto parlare qualche commentatore addirittura di “un nuovo salone dell’auto hi-tech” per la più grande manifestazione mondiale dell’elettronica di consumo.

Google ha in effetti scelto il CES per annunciare la Open Automotive Alliance (OAA): nata per diffondere Android come “sistema di bordo” delle auto del futuro, comprende Nvidia, Audi, General Motors, Honda e Hyundai. Audi in particolare – che fa parte di Volkswagen, il più importante gruppo auto europeo -, ha presentato Mobile Audi Smart Display, un tablet Android da 10 pollici configurato per l’uso in auto, e in particolare per il controllo del sistema di “infortainment” di bordo, ma in grado anche di funzionare come un normale tablet.

Un nuovo "campo di battaglia" per i rivali Android e iOS

La nascita della OAA sembra la risposta di Google ad Apple, che già lo scorso giugno aveva presentato la strategia “iOS in the Car”, a cui hanno aderito 19 costruttori auto, tra cui Mercedes e Ferrari. Il concetto chiave di iOS in the Car è l’integrazione tra iPhone e iPad da una parte, e sistemi di infotainmment di bordo dall’altra in modo da poter sfruttare in auto le funzioni di molte Mobile App.

Sempre nell’ambito dell’OAA, Hyundai al CES ha annunciato l’integrazione degli occhiali “intelligenti” Google Glass con la seconda generazione del suo sistema di bordo Blue Link. A proposito di sistemi di infotainment di nuova generazione, Mazda ha presentato l’aggiornamento della sua piattaforma Mazda Connect, pensato per ridurre al minimo i rischi di distrazione del guidatore. La soluzione "Heads Up Cockpit" divide lo schermo da 7 pollici in due sezioni, con tutte le informazioni utili alla guida sulla sinistra, e con i contenuti di infotaiment sulla destra. Anche la collocazione dello schermo e i tipi di carattere sono stati studiati accuratamente per massimizzare la leggibilità. Inoltre i comandi di Mazda Connect sono ridondati, sia su touchscreen che su una manopola (Commander Knob) progettata apposta per essere usata senza guardare, con un comando specifico per ciascuna delle cinque dita.

L'app i Remote di BMW sul Samsung Galaxy Gear zoomL'app i Remote di BMW sul Samsung Galaxy Gear Al CES diversi annunci hanno poi riguardato il controllo di parametri di funzionamento dell’auto con dispositivi “wearable”, cioè orologi e occhiali intelligenti. Mercedes-Benz per esempio ha sviluppato l’App Digital Drive Style, che gira sugli smartwatch Pebble, mostrando informazioni di guida o alert in caso di ingorghi o incidenti sul percorso.

Analogamente scaricando l’App “i Remote” sul Galaxy Gear, l’orologio smart di Samsung, gli utenti dell’auto elettrica i3 di BMW potranno controllare il condizionatore di bordo, ricevere e chiedere a voce indicazioni sul percorso dal navigatore, o controllare la carica della batteria del veicolo e l’autonomia residua.


Siete in coda? L'auto si guida da sola

Bosch, uno dei più importanti fornitori automotive, ha presentato al CES la nuova generazione dei suoi MEMS (micro sistemi elettromeccanici), sensori di pochi millimetri che misurano accelerazioni, pressione atmosferica, suoni, temperatura, o il campo magnetico terrestre e che, completati da una batteria e un'interfaccia radio, possono comunicare via internet, trasmettendo dati a centri di controllo in tempo reale.

Oggetti come questi rappresentano bene l'evoluzione tecnologica dell’auto in chiave di Internet of Things (IoT). Oggi infatti Bosch propone i MEMS per rendere intelligente qualsiasi oggetto di uso quotidiano, ma li ha sviluppati originariamente proprio per l’automotive, per esempio per rilevare slittamenti nel Sistema Elettronico di Stabilità (ESP), o gestire i cambi di marcia nel cambio automatico.

Il Traffic Assistant di Audi: le mani non sono sul volante, ma la vettura è in marciazoomIl Traffic Assistant di Audi: le mani non sono sul volante, ma la vettura è in marciaSempre i costruttori tedeschi – Audi, BMW e Mercedes – hanno mostrato al CES diverse funzionalità “driverless”. Per ora non si parla tanto di veicoli completamente autonomi nella guida, quanto di assistenza al guidatore umano. Non è tanto un problema di maturità delle tecnologie, quanto di capacità delle normative nei vari Paesi di “accettare” la rivoluzione delle auto senza pilota.

Per esempio BMW, insieme a Valeo e Bosch, ha mostrato un prototipo in grado di cercare uno spazio libero, e parcheggiarsi da solo. Anche Audi punta sull’automated parking, ma aggiungendo una funzione di “traffic assistant”, che grazie a telecamere e radar può assumere la guida in automatico in situazioni di code e traffico anche molto intenso, purché a bassa velocità (meno di 40 miglia l’ora).

Mercedes invece ha mostrato un veicolo in grado di partire e fermarsi da solo in corrispondenza di incroci, semafori e attraversamenti pedonali, grazie a minicamere installate sui quattro lati. Google per lo stesso scopo usa un’altra tecnologia, monitorando lo spazio intorno al veicolo tramite laser.

Chevrolet, un Video Recorder per le prestazioni di guida

Il Performance Data Recorder di ChevroletzoomIl Performance Data Recorder di ChevroletAl termine di questa piccola panoramica, per forza limitata rispetto a tutto ciò che è stato mostrato al CES in ambito Smart Car, citiamo il Performance Data Recorder (PDR) di Chevrolet, premiato con il “CES Best Automotive Electronics Product Award for 2014” di Engadget, uno dei siti più letti di news tecnologiche.

Il sistema, che sarà montato dal 2015 sulle vetture Chevrolet a partire dalla Corvette Stingray, permetterà di girare video in HD con dati telemetrici di livello professionale, grazie a diversi componenti: una telecamera 720p in alta definizione nel parabrezza anteriore, un microfono nell’abitacolo, vari sensori per i dati telemetrici, un receiver GPS cinque volte più veloce di quelli dei navigatori per auto di serie, una “scatola nera” che traccia i dati di percorso (velocità, marce, frenature, accelerazioni, rotazioni dello sterzo, ecc.) e una scheda SD per registrare i dati.

Il guidatore può scegliere diverse opzioni di registrazione dei video, dal Touring Mode (solo immagini del percorso e voci nell’abitacolo), al Performance Mode, che mostra in sovraimpressione tutti i parametri di performance: velocità, accelerazione, giri del motore, percorso sulla mappa, tempi sul giro o al km, ecc. I video si possono vedere sul display di bordo (8 pollici a colori), ma solo a macchina ferma, oppure scaricare via SD su un computer, dove ovviamente è possibile trattarli con software di editing o condividerli su social network.

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