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Libera la tua scrittura. Con il free writing si può!

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Lasciarsi sorprendere, assecondare le idee più bizzarre, scriverle di getto così come vengono. Niente sintassi, logica, grammatica, ortografia. Questo è il free writing. Sembra tutto fuorché una tecnica di scrittura. Eppure è tra le più efficaci.

Il free writing in 5 mosse. Con una avvertenza

Il copywriter è un professionista della scrittura in grado di tradurre in modo semplice e chiaro al pubblico le strategie di comunicazione di un'azienda, un ente, una società di servizi. C'è chi ritiene che scrivere sia un dono naturale, che basti solo assecondarlo. Si sbaglia. Nella maggior parte dei casi realizzare testi efficaci richiede duro lavoro e molta pratica.

Le tecniche di scrittura, sovente guardate con sospetto da chi non scrive, ci aiutano sia a produrre testi migliori sia a scongiurare una serie di imprevisti (tra cui questo).

Semplice da imparare, il free writing richiede il rispetto di 5 regole fondamentali:

  1. analisi dell'argomento: migliore sarà il vostro studio preparatorio, migliore sarà il risultato;
  2. scaletta: le idee secondo voi più importanti e su cui andrete a scrivere;
  3. tempo di scrittura definito: 5, 10, 15 minuti. Non strafate, soprattutto finché non avrete acquisito un minimo di pratica: rischiate di stancarvi e girare a vuoto;
  4. stesura del testo: non staccate la penna dal foglio e scrivete, scrivete, scrivete! Nessuna attenzione alla forma e se vi trovate in empasse ripetete l'ultima parola scritta o sospendete per un attimo. Poi riprendete. Fidatevi del vostro istinto, non trattenetelo, dategli corda. Per quanto bizzarre alcune idee vi torneranno utili. Alla peggio taglierete dopo;
  5. revisione: rileggete con calma il testo una prima volta. Poi cominciate a sistemarlo, a tagliare e correggere. Fate del buon editing.

Ma attenzione: scrivere e correggere sono due operazioni diverse che richiedono competenze diverse. Mentre scrivete cercate di restare sul pezzo, non cedete alla tentazione di rivedere, riscrivere, aggiustare. Perdereste l'attimo e con ogni probabilità degli ottimi spunti. Solo quando avrete terminato potrete accostarvi al vostro lavoro da un'altra prospettiva e rendere il testo pubblicabile.

Perché il free writing è così potente

Imparare a scrivere, dicevamo, è fondamentale. La tecnica però è come una macchina: ci può portare lontano, ma ha bisogno di benzina. La benzina nella scrittura è la vostra passione: senza di lei nessun testo per quanto corretto, arriverà mai da nessuna parte. La passione ha ben poco di razionale: proviene da zone d'ombra di cui, spesso, non siamo neppure consapevoli. Lì si annida la nostra creatività, la nostra voce più profonda.

Ed è proprio questo che i lettori cercano in un romanzo, in un articolo, in un post: quel famoso quid che rende la nostra prosa solo nostra. Siate gli speleologi di voi stessi: questo vi insegna il free writing. E più libererete la vostra energia nella scrittura più tesori troverete. Tesori da condividere: non da tenere nascosti a tutti e, prima che agli altri, a voi stessi!

Noi, i nostri, li conserviamo qui. Fate esplodere le vostre idee!

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Blocco dello scrittore? Acqua passata. Ecco perché

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Scrivere è un'operazione certamente complessa, a volte insidiosa. Il famoso blocco dello scrittore è la regina delle insidie, ma non riguarda solo il romanziere. Se non possedete delle tecniche per uscirne rischiate di buttare la giornata e se il vostro obiettivo è diventare un buon copy writer questo non potrete permettervelo. Non affidatevi all'ispirazione. Fatalmente vi darà buca.

Gli americani, che quando si tratta di business writing non sono secondi a nessuno, utilizzano una tecnica di scrittura, tanto semplice quanto efficace, basata su 3 passaggi chiave. Vediamoli uno ad uno.

1. Pre-writing: il topo da biblioteca che è in noi

Il pre-writing è il lavoro preparatorio sull'argomento che andrete ad affrontare, non importa quanto lontano dai vostri interessi: un buon comunicatore dev'essere in grado di far arrivare comunque il messaggio. Dovrete fare ricerche, consultare libri, siti web, blog; andare a spulciare sui social, guardare qualche video.

Dovrete insomma documentarvi il più possibile (senza esagerare: non c'è così tanto tempo!) e pianificare a grandi linee il vostro percorso di scrittura.

2. Free-writing: parole a rotta di collo

Il free-writing è la fase cruciale. Non ci sono regole, solo eccezioni, ma ad un patto: dovete scrivere in apnea per almeno 5 minuti, senza mai staccare le dita dalla tastiera (o dal foglio la penna, se preferite), infischiandovene completamente di sintassi, grammatica, ortografia, logica, coerenza. Lasciatevi trasportare dal flusso di pensieri ed esaurite il concetto sul quale state lavorando. A questo punto interrompetevi e fate una breve pausa. Non preoccupatevi, non perderete la concentrazione, l'importante è non fermarsi nel bel mezzo della scrittura (spegnete quel cellulare!!!).

Bene. Tornate a scrivere e lavorate su un'idea alla volta. Quando avete terminato, controllate i vostri appunti e se non avete nulla da aggiungere prendetevi un'altra pausa. Più lunga questa volta. Tè? Caffè? Sigaretta? Ok, vi siete riposati abbastanza. Richiamate i cani, la caccia è finita, ora si lavora di fino.

3. Re-writing: l'importante è comunicare

Eccoci al re-writing, la terza fase, quella che tramuta il vostro poema epico sulla scrittura creativa in un articolo con un inizio, un centro, una fine. Un testo che da caotica massa di pensieri, aforismi improbabili, neologismi impubblicabili diventi una struttura chiara, organica, coerente: una forma compiuta di comunicazione. Munitevi allora di machete e tagliate senza pietà tutto ciò che non vi convince, tutto ciò che vi suona ridondante, eccessivo: avrete trattenuto il meglio. Non fatevi remore a sacrificare la "bella frase": è l'obiettivo finale che conta e cioè che il vostro lettore vi legga e capisca cosa avete scritto!

Una volta sfrondato il testo cominciate a smontare il giocattolo. Spostate periodi se ci guadagnate in chiarezza; accorciate o allungate alcune frasi se lo ritenete opportuno; aggiustate il ritmo. Poi concentratevi sulla sintassi, l'ortografia, le ripetizioni, le incongruenza. Correggete, correggete, correggete.

E per concludere...

Quando sarete ragionevolmente soddisfatti del risultato leggete a voce alta: scoprirete cose che gli occhi non avevano visto o registrato: cacofonie, periodi contorti, virgole mancanti che vi costringono a ricorrere alla bombola d'ossigeno per arrivare incolumi alla fine del periodo (uff!).

Rifletteteci, avete imparato a leggere all'età di 6 anni. Siete ormai ottimi lettori, giusto? Ma come ascoltatori siete imbattibili: riconoscevate i suoni ancor prima di nascere. Ascoltate il vostro testo, la vostra voce che scorre lungo le frasi, fermatevi se occorre e aggiustate: il risultato è garantito!

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